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Ormai ci siamo abituati all’idea: le mascherine saranno per un pò di tempo degli accessori che saremo obbligati ad acquistare e indossare. Voce di spesa extra nel bilancio familiare, sono anche un nuovo rifiuto speciale da gestire e che fa male all’ambiente. Ma c’è una buona notizia: le mascherine possono essere ricondizionate. Scopriamo insieme per quali modelli è possibile farlo e come disinfettare le mascherine FFP2 in totale sicurezza.

Quali tipi di mascherina esistono?

Le mascherine sono un dispositivo di protezione da adottare per il contenimento delle infezioni in aggiunta ad altre misure come il distanziamento interpersonale e l'igiene delle mani. Ne esistono di diversi tipi: le mascherine chirurgiche, le mascherine filtranti e le mascherine di comunità o tessuto.

Le mascherine chirurgiche sono quelle utilizzate dai medici in ambiente sanitario. Sono dei veri e propri dispositivi di protezione individuale (DPI), regolamentati dalla norma UNI EN ISO 14683-2019 che ne definisce i requisiti di fabbricazione, progettazione e prestazione. La loro capacità filtrante è principalmente verso l’esterno: proteggono gli altri da un eventuale contagio, bloccando le goccioline di saliva (droplet) che espelliamo quando parliamo, tossiamo e starnutiamo, ma non forniscono protezione dagli altri se questi sono infetti. Le mascherine chirurgiche, a dispetto del nome, possono essere usate da tutti, preferibilmente in luoghi non affollati e non contaminati.

Le mascherine FFP1, FFP2 e FFP3 hanno una maggiore capacità filtrante delle mascherine chirurgiche (rispettivamente 72%, 95% e 98%) e proteggono non soltanto gli altri, ma anche chi le indossa, a patto che siano sprovviste di valvola. Le mascherine filtranti possono essere usa e getta (identificate dalla sigla NR - non riutilizzabili) o possono essere riutilizzabili (identificate dalla lettera R), previa sanificazione.

Le mascherine di comunità sono tutte le mascherine in tessuto che si trovano in commercio o si possono produrre in autonomia. Sono una soluzione ottimale per impattare meno sull’ambiente e risparmiare sull’acquisto di mascherine usa e getta. Hanno lo scopo di ridurre la circolazione del virus nella vita quotidiana, ma essendo poco efficaci nei confronti delle goccioline più piccole (aerosol) “non devono essere considerate né dei dispositivi medici, né dispositivi di protezione individuale, ma una misura igienica utile a ridurre la diffusione del virus SARS-COV-2.” spiega il Ministero della Salute.

Dopo questa carrellata, vediamo come disinfettare le mascherine per poterle utilizzare più volte.

Come disinfettare le mascherine usa e getta

Purtroppo non è possibile. Le mascherine chirurgiche sono dispositivi monouso e pertanto non riutilizzabili. Vanno utilizzate una sola volta e poi gettate nell’indifferenziata. Perchè non si possono disinfettare le mascherine usa e getta? Perché il modo in cui sono fatte garantisce una protezione per un massimo di 4 ore continuative, perché dopo un po’ tendono a deformarsi e a non aderire più bene al volto compromettendo la loro capacità filtrante e perché l’impiego di disinfettanti potrebbe danneggiare il triplo strato di TNT (tessuto non tessuto).

Disinfettare le mascherine FFP2

La buona notizia è che queste mascherine possono essere rigenerate e utilizzate più volte. Per disinfettare una mascherina FFP2 bisogna seguire una precisa procedura:

  • Togliere dal volto la mascherina, cercando di rimuovere gli elastici senza toccarla sulla parte esterna
  • Lavare accuratamente le mani con acqua e sapone.
  • Appoggiare la mascherina su una superficie pulita e disinfettata e spruzzarla su entrambi i lati compresi gli elastici con una la soluzione idroalcolica al 70% (per 1 litro di soluzione mescolare 800 ml di alcool 90° e 200 ml di acqua distillata)
  • Lasciare asciugare per almeno 30 minuti e successivamente conservare la mascherina in una busta di plastica fino al nuovo utilizzo.

Allo studio ci sono anche altri metodi per sanificare le mascherine senza alcol.

Lo scorso anno il nucleo NBCR del Comando Provinciale Vigili del Fuoco Milano, in collaborazione con i ricercatori di Chimica e Scienza dei Materiali del Politecnico di Milano e Sanity System, ha condotto uno studio per verificare la possibilità di rigenerare le mascherine contaminate da Covid-19 tramite la sanificazione con l’ozono. Lo scopo era capire se fosse possibile disinfettare una mascherina FFP2 in modo da poterla utilizzare più volte, con un conseguente abbattimento dei costi per le famiglie, le attività commerciali, gli ospedali e le case di riposo e, altro aspetto importante, una riduzione della quantità di rifiuti non riciclabili che l’utilizzo massiccio di questi dispositivi comporta. In questo studio Sanity System è stata scelta come partner tecnico per affiancare l’equipe di ricercatori che hanno impiegato i nostri sanificatori all’ozono professionali SANY MED 80 per sanificare le mascherine FFP2 durante i test in laboratorio. Grazie ai risultati positivi ottenuti, i ricercatori hanno deciso di proseguire lo studio con la messa a punto di un vero e proprio protocollo da adottare per rigenerare le mascherine FFP2 e FFP3 contaminate dal Coronavirus e che verosimilmente verrà portato a termine entro il 2021. Il protocollo messo a punto dai ricercatori definirà lo standard da seguire per rigenerare le mascherine FFP2 e FFP3 tramite sanificazione con l’ozono e vedrà tra le condizioni di efficacia del protocollo stesso l’uso dei nostri sanificatori SANY MED 80.

Come disinfettare le mascherine di stoffa

Le mascherine di stoffa, principalmente in cotone o fibre naturali, sono monouso o sono lavabili e quindi riutilizzabili. È possibile disinfettare le mascherine di stoffa per usarle più volte lavandole come raccomanda il Ministero della Salute almeno a 60 gradi con sapone e disinfettante, seguendo le indicazioni del produttore che di norma includono anche il numero di lavaggi consentito senza che questo comprometta le loro performance. Attenzione infatti ai continui lavaggi: una mascherina in cotone alla lunga indebolisce la propria struttura, causando una perdita di potere filtrante.

Perché è importante disinfettare una mascherina

Rigenerare le mascherine è la soluzione più pratica, economica ed ecologica da adottare per evitare gli sprechi, generare rifiuti speciali o semplicemente trovarsi sprovvisti di mascherina proprio quando si sta per uscire di casa. Per riutilizzare una mascherina bisogna necessariamente disinfettarla, altrimenti i virus e i batteri presenti sulla sua superficie potrebbero essere inalati durante gli utilizzi successivi, vanificando la sua funzione protettiva. Sfortunatamente, come abbiamo visto, non sempre è possibile disinfettare le mascherine perché dipende dal tipo di dispositivo e dal materiale con cui sono fatte. 

In linea generale, tutti i tipi di mascherina dovrebbero essere considerati monouso: andrebbero quindi indossati una sola volta e poi gettati. Può capitare però di utilizzarle per brevi periodi di tempo, per il solo tragitto in autobus o per un acquisto veloce al supermercato. Quando il tipo di mascherina lo consente e l’uso non è prolungato tanto da deteriorarne la capacità protettiva, è possibile disinfettare le mascherine con una soluzione a base alcolica sia sanificare le mascherine senza alcol con metodi naturali come l’ozono.

Fonte: Ministero della Salute

 

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